Ogni riccio un capriccio...forse!
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Dopo i capelli crespi, non potevamo esimerci dal trattare i capelli ricci. Non ce ne vorranno le fiere proprietarie di chiome lucenti da cartone manga, ma, dico, ci avete visto bene?

Siamo in anarchia pilifera. 

La parola d’ordine con i ricci è idratare: lavate e pulite ma con uno shampoo che non sia aggressivo. Provate, per ricondurli a ragione, un impacco di gel d’aloe o di semi di lino (vedi post) da applicare prima del lavaggio. Non li prendete di punta che vincono loro! Cercate invece di rabbonirli con coccole e dolcetti.

I capelli ricci sono già in autogestione per conto loro: non fomentateli. Quando li lavate, concentratevi sulla cute e contenete lo stress sulle lunghezze, senza incasinarli ulteriormente che poi vanno in crisi d’identità, si credono d’essere dei covoni di fieno e chi li recupera più.

Non dimenticate mai -mai- balsamo e maschere. Lo sappiamo che siete bio-tipe/i super incasinate/i e con troppe cose da fare: ma almeno quando vi prendete cura dei vostri ricci-capricci, prendetevi il vostro tempo. Voi tirerete un respiro di sollievo e pure la criniera ringrazierà sentitamente.

Avete mai provato gli olii? Due gocce, DUE, di olio di cocco, o lino, o sesamo prima di asciugarli fanno miracoli. Provare per credere.

E infine. Sentite quel grido di dolore, quelle minacce di vendetta, quei flebili “nooooo” che si levano quando brandite pettini o spazzole di plastica? Ecco. Sono i vostri ricci. Che per esprimere disappunto si elettrizzano – i più scurrili vi fanno pure il gesto dell’ombrello, ma sono casi rari. Usate strumenti naturali “che è meglio”.

E allora si, “quanti capelli che hai, non si riesce a contare” etc etc.

E voi, ricce unite? Che ne pensate? Quali trucchi vi sentite di consigliare?

Il vostro severissimo e in autogestione, 

Tiarè Staff

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